
Come cambia il corpo dopo i 60 anni e quali sono i problemi di salute più frequenti
Contenuto dell'articolo
- L’apparato muscolo-scheletrico: mantenere la struttura portante
- Il motore interno: metabolismo, cuore e sistema digestivo
- La pelle: lo specchio del tempo che passa
- Le finestre sul mondo: sensi e sistema immunitario
- Come cambia il corpo dopo i 60 anni dal punto di vista sessuale
- Dopo i 60 anni, la paura del declino cognitivo
- Dopo i 60 anni la felicità aumenta!
Superare la soglia dei sessant’anni rappresenta, per molti, un momento di bilanci e nuove prospettive. Lontano dagli stereotipi di un tempo, questa decade non è più vista come l’anticamera della vecchiaia, ma come una nuova, complessa stagione della vita, ricca di potenzialità ma anche di sfide inedite per il corpo e per la mente.
Se è vero che le rughe e gli occhiali da lettura diventano compagni inseparabili e indispensabili, è altrettanto vero che uno stile di vita attivo e consapevole può fare una differenza sostanziale nel modo in cui affrontiamo i cambiamenti fisiologici di questa fase, cercando di vivere la vita al meglio.
Ogni individuo invecchia in modo unico, e la genetica gioca solo una parte della partita. Le scelte fatte negli anni precedenti, dall’alimentazione all’attività fisica, dalla gestione dello stress alle abitudini sociali, diventano ora i pilastri su cui si regge il nostro benessere.
Comprendere cosa aspettarsi da questa nuova età, facendo attenzione a distinguere i cambiamenti inevitabili da quelli, invece, che possiamo influenzare, è il primo passo per vivere questi anni non solo più a lungo, ma soprattutto meglio.
Analizziamo dunque, in modo approfondito, le trasformazioni che il nostro corpo affronta dopo i 60 anni.
L’apparato muscolo-scheletrico: mantenere la struttura portante
Uno degli aspetti più evidenti dell’invecchiamento riguarda la nostra “impalcatura”: ossa, muscoli e articolazioni. Se si è mantenuto uno stile di vita attivo, è possibile arrivare a questa età con un apparato ancora in ottima forma. Tuttavia, è in questa decade che i processi degenerativi possono accelerare.
Le articolazioni possono diventare più “rumorose”, con scricchiolii e crepitii che, se non accompagnati da dolore o gonfiore, sono generalmente innocui e dovuti all’assottigliamento della cartilagine e alla riduzione del liquido sinoviale che le lubrifica.
Il vero nemico è però la perdita di massa ossea, che nelle donne subisce un’accelerazione dopo la menopausa e può portare all’osteoporosi, aumentando drasticamente il rischio di fratture.
Cosa fare? La prevenzione e il mantenimento sono fondamentali. L’attività fisica con carico, come camminate a passo svelto, ballo o sollevamento di pesi leggeri, è fondamentale.
Questo tipo di sforzo stimola le cellule ossee (osteoblasti) a depositare nuova matrice, rendendo l’osso più denso e resistente. È altrettanto importante un adeguato apporto di calcio (circa 1.200 mg al giorno per le donne) e vitamina D (600-800 UI al giorno), essenziale per l’assorbimento del calcio.
RICORDA: una valutazione con il tuo medico sull’eventuale necessità di integratori è sempre consigliata.
Il motore interno: metabolismo, cuore e sistema digestivo
Il metabolismo tende a rallentare fisiologicamente, fino a un 5% per ogni decade successiva ai 40 anni. Questo non significa che un aumento di peso sia inevitabile, ma richiede una maggiore attenzione: per mantenere lo stesso peso, è necessario o ridurre leggermente l’apporto calorico o aumentare il dispendio energetico con l’attività fisica.
A livello digestivo, la ridotta secrezione di acido cloridrico nello stomaco può diminuire l’assorbimento di nutrienti vitali come la vitamina B12, fondamentale per la salute dei nervi e dei globuli rossi.
Inoltre, lo svuotamento gastrico più lento può aumentare il rischio di reflusso, mentre il rallentato transito intestinale può favorire la stitichezza. La soluzione più efficace è seguire la nostra dieta mediterranea (frutta, verdura, cereali integrali, carne bianca e pesce ) e un’adeguata idratazione.
Il cuore, se sano, può continuare a pompare sangue con la stessa efficienza di un cuore più giovane. Tuttavia, il rischio di malattie cardiovascolari aumenta significativamente.
Secondo l’American Heart Association, l’ipertensione, l’irrigidimento delle arterie e l’accumulo di placche aterosclerotiche diventano più comuni.
Un fenomeno da non sottovalutare è la fibrillazione atriale, un’aritmia che diventa più frequente con l’età e aumenta il rischio di ictus.
La buona notizia è che i progressi nel trattamento hanno ridotto drasticamente la mortalità per queste patologie. Mantenere uno stile di vita attivo è la migliore polizza assicurativa: bastano 150 minuti di attività moderata a settimana per ridurre del 14% il rischio di sviluppare malattie coronariche.
La pelle: lo specchio del tempo che passa
La pelle dei sessantenni diventa più sottile, secca e fragile. La ridotta produzione di sebo, se da un lato diminuisce la probabilità di sfoghi acneici, dall’altro rende la cute più vulnerabile.
Le rughe e le linee d’espressione, comparse nei decenni precedenti, si accentuano, soprattutto in chi ha fumato o si è esposto al sole senza protezione. Compaiono più frequentemente le macchie senili (lentigo solari), dovute all’accumulo di melanina.
Un altro fenomeno tipico sono le teleangectasie, piccoli vasi sanguigni dilatati che appaiono su guance, naso e gambe. Sebbene innocui, possono essere trattati con successo dal dermatologo tramite laser.
È fondamentale l’uso quotidiano di una protezione solare e di creme idratanti ricche per mantenere l’elasticità e la funzione di barriera della pelle.
Le finestre sul mondo: sensi e sistema immunitario
I nostri sensi subiscono un naturale declino. La vista è tra i primi a risentirne: dopo i 60 anni, si ha bisogno di circa tre volte più luce per leggere rispetto a un ventenne. L’occhio diventa più sensibile all’abbagliamento e fatica ad adattarsi ai cambi di luminosità. Aumenta anche il rischio di patologie come la degenerazione maculare, per la cui prevenzione è raccomandata una dieta ricca di antiossidanti e omega-3.
L’udito segue un percorso simile alla vista. Circa il 45% delle persone tra i 60 e i 70 anni inizia ad accusare una qualche forma di ipoacusia, soprattutto per le frequenze alte. Per orgoglio, spesso, alcuni evitano di chiedere aiuto, ma un piccolo apparecchio acustico moderno può migliorare drasticamente la qualità della vita e le interazioni sociali.
Anche gusto e olfatto si affievoliscono, a causa della riduzione del numero di papille gustative e della minore efficienza dei recettori nasali. Questo può portare a una minore gioia nel mangiare e, in alcuni casi, a un uso eccessivo di sale o zucchero per compensare. Aumentare l’uso di spezie ed erbe aromatiche può essere un ottimo modo per risvegliare il palato.
Il sistema immunitario vive un paradosso: da un lato, essendo meno reattivo, rende meno suscettibili alle allergie; dall’altro, questa stessa “lentezza” lo rende meno efficace nel combattere infezioni e malattie. La risposta ai vaccini, ad esempio, può essere meno vigorosa. Per questo motivo, sono raccomandati vaccini specifici per questa fascia d’età, come quello antinfluenzale ad alto dosaggio, quello contro lo herpes zoster (Fuoco di Sant’Antonio) e quello antipneumococcico.
Come cambia il corpo dopo i 60 anni dal punto di vista sessuale

Contrariamente a un diffuso preconcetto, la vita sessuale dopo i 60 anni può essere più soddisfacente che mai. Con più tempo a disposizione e meno distrazioni, l’intimità può raggiungere una nuova profondità. Uno studio dell’Università della California ha rilevato che la soddisfazione sessuale nelle donne tende addirittura ad aumentare con l’età.
Certo, i cambiamenti ormonali si fanno sentire: il calo di estrogeni può causare secchezza vaginale, mentre il declino del testosterone può contribuire alla disfunzione erettile negli uomini (il 40% dei quali la sperimenta per la prima volta proprio in questa decade).
Non dimentichiamo, però, che esistono soluzioni efficaci, da lubrificanti e terapie ormonali locali per le donne a trattamenti specifici per gli uomini, uniti a uno stile di vita sano che favorisce la circolazione.
A livello urologico, alzarsi una o più volte durante la notte per urinare (nocturia) diventa la normalità per circa l’80% delle persone. Anche l’incontinenza (da sforzo o da urgenza) diventa più comune, soprattutto nelle donne.
Questi problemi non devono essere subiti in silenzio: esercizi per il pavimento pelvico (esercizi di Kegel), terapie farmacologiche e comportamentali possono offrire un grande sollievo e far vivere in maniera più dignitosa questa nuova fase della vita.
Dopo i 60 anni, la paura del declino cognitivo
La paura del declino cognitivo è una delle maggiori ansie legate all’invecchiamento. È vero che la velocità di elaborazione delle informazioni e di accesso ai ricordi può rallentare. Piccole dimenticanze, come entrare in una stanza senza ricordare perché, sono comuni e dovute a un lieve rallentamento degli impulsi nervosi, non necessariamente a un segnale d’allarme.
Il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer in questa decade è ancora relativamente basso (meno del 5% dei pazienti ha meno di 65 anni).
La notizia più incoraggiante è che il cervello mantiene una notevole plasticità: la neurogenesi (la nascita di nuove cellule cerebrali) continua e la capacità di apprendere rimane intatta.
La chiave per mantenere la mente affilata è l’uso costante: stimolazione mentale (lettura, cruciverba, nuove attività), interazione sociale e, soprattutto, esercizio fisico.
Studi di risonanza magnetica hanno dimostrato che gli adulti che si allenano regolarmente hanno un ippocampo (l’area del cervello legata a memoria e apprendimento) più grande.
Dopo i 60 anni la felicità aumenta!
Infine, una delle scoperte più sorprendenti è che, superata la mezza età, la felicità tende ad aumentare. Uno studio dell’AARP ha mostrato un incremento costante del benessere percepito dopo i 50 anni. Con l’esperienza, si impara a gestire meglio le emozioni, a dare meno peso alle difficoltà e a godere più intensamente dei momenti positivi.
Insomma non tutto è negativo. Entrare nei sessant’anni significa avviare un dialogo più attento e consapevole con il proprio corpo, ma anche con il proprio sé interiore.
Non si tratta di una resa, ma di un adattamento strategico e resiliente a un nuovo periodo di vita, in cui la prevenzione, l’attività e un approccio positivo alla vita diventano gli strumenti più potenti per plasmare una longevità di alta qualità.