Qual è il paese con la migliore sanità al mondo per gli anziani?

Quali sono i migliori sistemi sanitari al mondo in termini di assistenza agli anziani? Quali sono i paesi in cui chi assiste, chi ascolta e chi supporta gli anziani possono collaborare per il benessere di questi ultimi e dei loro familiari?

Ovviamente ogni realtà nazionale ha sia punti di forza e criticità. Ma vediamo quali sono i modelli che, secondo dati internazionali, sono più avanzati rispetto ad altri e in quale posizione si trova l’Italia nell’ambito dell’assistenza domiciliare o residenziale.

Perché «migliore» è un termine da usare con cautela

Prima di passare ai dati, è importante chiarire che il termine “migliore sanità” non ha un significato assoluto, ma si basa su alcuni criteri oggettivi che sono:

  • Copertura universale (tutti gli anziani dovrebbero potervi accedere);
  • Qualità delle cure (efficacia, sicurezza);
  • Assistenza a lungo termine (home-care, residenze, supporto famigliare);
  • Equità (nessuno tagliato fuori);
  • Sostenibilità finanziaria;
  • Centralità della persona anziana e del suo ambiente.

Le classifiche internazionali (come quelle della OECD, del Commonwealth Fund o altri studi comparativi) utilizzano indicatori quantitativi: mortalità, copertura, spesa, numero di assistenti, ecc. Ma non analizzano sempre la dimensione qualitativa del “come mi sento io” che conta moltissimo quando si ha un genitore anziano non autosufficiente.

Per esempio, secondo “Health at a Glance 2025”, i Paesi Bassi mostrano prestazioni sopra la media Ocse su 9 indicatori su 10 nell’accesso e qualità delle cure, ma questo non significa che ogni anziano o ogni famiglia in Olanda sia soddisfatta al 100%.

Un modello che spicca su tutti: i Paesi Bassi

Tra le nazioni più citate ci sono i Paesi Bassi, ecco per quali motivi:

  • L’Olanda ha 8,3 operatori di assistenza a lungo termine ogni 100 persone di 65 anni e più, contro una media Ocse di 5,0.
  • Tutta la popolazione è coperta per un insieme di servizi essenziali, e solo lo 0,6% della popolazione dichiara di avere bisogni sanitari non soddisfatti, contro una media Ocse del 3,4%.
  • La spesa per assistenza a lungo termine (Long-Term Care, LTC) costituisce circa il 27 % della spesa sanitaria totale nel 2021 e risulta essere la voce più ampia di spesa, nei Paesi Bassi.
  • Il sistema di assicurazione pubblica per LTC è universale e le spese sanitarie che i cittadini pagano di tasca propria sono irrisorie.
  • È presente un modello di cura che integra molto bene domicilio, comunità, residenze e assistenza sanitaria specialistica.

Per chi assiste un parente anziano nel nostro Paese, il modello olandese risulta un ottimo esempio: accessibilità, copertura, integrazione e supporto della rete di assistenza sono messi al centro.

Cosa potrebbe e dovrebbe imparare l’Italia dagli altri paesi

Altri Paesi aiutano hanno elementi sanitari e assistenziali che l’Italia potrebbe fare propri. Vediamone alcuni:

  • Nei Paesi nordici (come Svezia, Danimarca, Norvegia) la cultura della cura alla persona anziana è forte: assistenza domiciliare capillare, attenzione al benessere oltre alla malattia, e sostegno della famiglia caregiver.
  • In paesi asiatici come il Giappone, che vanta una delle popolazioni più anziane e longeve al mondo, il sistema si sta trasformando per permettere agli anziani di vivere quanto più possibile nella propria casa, con servizi di assistenza pensati per arrivare direttamente al domicilio e con l’aiuto di tecnologie che rendono la vita quotidiana più sicura e semplice.

In questi paesi c’è un altro elemento che fa la differenza, ovvero l’integrazione tra medico di base, infermiere, assistente sociale e famiglia. Soprattutto per gli anziani che soffrono di patologie croniche.

Questi modelli mostrano che mettere al centro la persona, e non solo la malattia, fa la differenza.

E l’Italia dove sta? Quali sono le criticità e i punti su cui investire

In Italia il sistema sanitario è ancora uno dei più apprezzati, ma per l’assistenza anziani presenta alcune fragilità:

  • Il numero di infermieri per mille abitanti è 6,9 rispetto a una media Ocse di circa 9,2.
  • I posti letto ogni mille abitanti sono circa 3, rispetto ad una media di 4,2 nei paesi Ocse.
  • L’assistenza domiciliare non autosufficiente varia molto tra regioni, con differenze territoriali forti (al sud le problematiche, purtroppo, aumentano).
  • Un rapporto dell’OCSE sottolinea che per affrontare l’invecchiamento della popolazione l’Italia dovrà necessariamente aumentare la spesa sanitaria e sviluppare l’integrazione tra sociale e sanitario.

Quindi, per chi fa assistenza in Italia, i punti su cui prestare attenzione sono: la continuità dell’assistenza a domicilio, il sostegno al caregiver familiare, l’integrazione tra servizi sanitari e sociali.

Quali caratteristiche dobbiamo cercare per un buon sistema di assistenza agli anziani

Per valutare il sistema di assistenza agli anziani del proprio territorio, ti proponiamo un «check-list» utile:

  1. Accessibilità: l’anziano può ricevere cure e assistenza domiciliari o residenziali senza barriere economiche e geografiche.
  2. Continuità: non solo interventi episodici, ma un percorso assistenziale che segue la persona lungo il tempo.
  3. Integrazione; i servizi sanitari e sociali (medicina, infermieristica, assistenza al quotidiano, supporto psicologico) devono coordinarsi.
  4. Orientamento alla persona e famiglia: rispettare dignità, preferenze, contesto familiare; supportare il familiare-caregiver.
  5. Innovazione e prevenzione: tecnologie assistive, monitoraggio a domicilio, interventi precoci che evitino crisi e ricoveri.
  6. Sostenibilità: risorse adeguate, formazione del personale e sistemi solidi che possano reggere con l’aumento della popolazione anziana.
  7. Equità territoriale: evitare che in alcune aree si trovi assistenza di qualità mentre in altre no.

Quale conclusione possiamo trarre

Non c’è, allo stato attuale, un unico paese che possa arrogarsi il titolo di paese con il sistema sanitario “migliore al mondo”. Però, guardando ai modelli più avanzati, emerge chiaramente che i Paesi Bassi sono un punto di riferimento molto solido: copertura universale, forte presenza di operatori LTC, spesa dedicata, sistema assicurativo dedicato.

Questo non significa che l’Italia non possa fare molto bene: il nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ha basi solide di universalità e assistenza, ma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti può imparare dai modelli più maturi in termini di domiciliarità, integrazione e supporto alla famiglia.

Invito all’azione per chi assiste una persona anziana

Se ti prendi cura di un genitore o di un parente anziano, ecco qualche suggerimento concreto:

  • Informati sul servizio di assistenza domiciliare della tua zona: quante ore, quali figure professionali, quali costi?
  • Valuta se il servizio sanitario della tua Regione integra il sociale (es. assistenti sociali, servizi per anziani non autosufficienti) con il sanitario (infermieri, medici di base), perché questo è uno degli elementi chiave dei migliori sistemi internazionali.
  • Pensa alla persona anziana non solo come “tanto deve essere seguita”, ma come “ha diritto a restare nel proprio ambiente, a mantenere relazioni e dignità”.
  • Parla con la persona, fatti raccontare la sua storia: cosa desidera? Cosa teme? Anche nei modelli migliori questo fa la differenza.
  • Tieni traccia dei costi, delle prestazioni: in alcuni sistemi avanzati la trasparenza è forte, e sapere cosa è incluso nel prezzo, aiuta anche a scegliere.
  • Se possibile, promuovi la prevenzione: la buona sanità per anziani non è solo cura quando qualcosa va male, ma prevenzione (cadute, fragilità, isolamento) e inserimento sociale.

Se hai bisogno di assistenza per i tuoi cari anziani, contattaci. Ti garantiamo dignità, serenità e presenza vera, per la serenità degli assistiti, ma anche di voi familiari.

Telefono / WhatsApp: 351 8884435 Email:info@roccavento.it

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