Una assistente di Nessuno è Solo parla con la famiglia di un anziano.

Quanto costa una badante a Torino nel 2026? Guida ai costi reali per le famiglie

20 Luglio 2026

“Quanto costa una badante?” È una delle prime domande che ci viene rivolta quando una famiglia ci contatta. Ed è anche una delle più difficili a cui rispondere con un semplice numero, perché una badante non percepisce la stessa retribuzione di un’altra.

Dipende da quante ore lavora, se convive con la persona anziana oppure no, dal livello di assistenza necessario e, naturalmente, dal contratto applicato. Dopo tanti anni trascorsi accanto alle famiglie, ho imparato che l’errore più comune è concentrarsi esclusivamente sullo stipendio mensile.

In realtà, quello che una famiglia sostiene è un costo molto più articolato, che comprende contributi previdenziali, ferie, tredicesima, trattamento di fine rapporto e, nel caso della convivenza, anche vitto e alloggio.

Capire come funziona tutto questo permette di evitare brutte sorprese e, soprattutto, di scegliere la soluzione più adatta alle esigenze della persona anziana.

Non esiste “il prezzo di una badante”

Molte persone digitano su Google “quanto costa una badante a Torino”, aspettandosi una cifra precisa. La realtà è diversa, perché una badante che assiste una persona per tre ore al giorno avrà un costo completamente differente rispetto a una convivente che segue un anziano non autosufficiente.

Anche il livello contrattuale previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico incide sulla retribuzione. Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi minimi retributivi aggiornati. Per una badante convivente di livello CS, cioè quella che assiste una persona non autosufficiente, la retribuzione minima mensile prevista dal contratto è di 1.193,84 euro, ai quali si aggiungono però tutte le altre voci di costo previste dalla normativa.

È proprio qui che nasce spesso la confusione, cerchiamo di fare chiarezza.

Lo stipendio non coincide con il costo reale

Molte famiglie pensano che assumere una badante significhi semplicemente corrispondere lo stipendio concordato, ma in realtà il costo complessivo comprende anche:

  • contributi INPS;
  • ratei di ferie;
  • tredicesima mensilità;
  • trattamento di fine rapporto (TFR);
  • eventuale indennità di vitto e alloggio per le conviventi.

Per questo motivo il costo mensile effettivamente sostenuto dalla famiglia è superiore rispetto alla sola retribuzione. Nel caso di una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente, il costo complessivo può arrivare orientativamente intorno ai 1.700-1.900 euro al mese, variando in base alla situazione contrattuale, all’anzianità di servizio, alle eventuali maggiorazioni e ad altri elementi previsti dal contratto collettivo.

Chi valuta un’assunzione (perché tenere una badante a nero è davvero rischioso) dovrebbe quindi considerare il costo complessivo e non soltanto la paga mensile.

A Torino molte famiglie non hanno bisogno di una badante convivente

C’è un altro aspetto che spesso emerge durante il primo incontro con una famiglia. Molti pensano di aver bisogno immediatamente di una badante convivente.

Poi, parlando della situazione concreta, scopriamo che la persona anziana è ancora abbastanza autonoma. Ha bisogno di qualcuno che prepari il pranzo, che l’accompagni a una visita medica, che faccia compagnia qualche ora al giorno oppure che sia presente nei momenti in cui i figli lavorano.

In questi casi un servizio di assistenza domiciliare a ore può rappresentare una soluzione più sostenibile, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista organizzativo.

Ogni situazione è diversa e non esiste un modello valido per tutti. Proprio per questo che prima di parlare di costi è importante comprendere il reale livello di autonomia della persona.

Attenzione alle offerte troppo basse

Negli ultimi anni capita sempre più spesso di vedere annunci che promettono assistenza ventiquattro ore su ventiquattro a costi molto inferiori rispetto a quelli previsti dal contratto.

È importante sapere che una badante convivente non è disponibile senza limiti, perché il contratto nazionale stabilisce orari di lavoro, riposi giornalieri e settimanali e tutele precise per la lavoratrice. Parlare di assistenza continua H24 affidata a una sola persona può quindi creare aspettative non compatibili con quanto previsto dalla normativa.

Per questo motivo è sempre consigliabile diffidare da offerte che promettono molto a costi irrealisticamente bassi. Dietro un prezzo apparentemente conveniente possono nascondersi rapporti di lavoro irregolari o servizi che non garantiscono continuità e qualità dell’assistenza.

Prima del costo viene il progetto di assistenza

Nel nostro lavoro cerchiamo sempre di partire da una domanda diversa, non chiediamo subito quale budget abbia la famiglia. Chiediamo invece:

  • Come vive oggi la persona anziana?
  • È autonoma?
  • Esce ancora di casa?
  • Ha bisogno di aiuto nell’igiene personale?
  • È sola durante la giornata?
  • Ha difficoltà a preparare i pasti?

Le risposte a queste domande ci permettono di costruire un progetto assistenziale realmente personalizzato, perché a volte bastano poche ore di supporto alla settimana per migliorare sensibilmente la qualità della vita.

Altre volte è necessario un percorso più strutturato. L’importante è non scegliere una soluzione standard soltanto perché sembra la più economica o la più semplice. Ogni persona anziana ha una storia diversa, una famiglia diversa e bisogni diversi.

È per questo che Nessuno è Solo, prima ancora di parlare di costi, dedica tempo all’ascolto.

Perché scegliere l’assistenza giusta significa trovare il giusto equilibrio tra qualità della vita, serenità della famiglia e sostenibilità economica.

Se stai cercando una badante o vuoi capire quale soluzione sia davvero la più adatta per un tuo familiare a Torino, contattaci. Insieme analizzeremo la situazione e costruiremo un percorso assistenziale su misura, senza proposte preconfezionate e con la massima trasparenza fin dal primo incontro.

Dott. Igor Damiani

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