L’Italia che invecchia: quali sono le città con la più alta presenza di anziani

L’Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione demografica, a causa del progressivo invecchiamento della sua popolazione.

Comprendere nei dettagli questo fenomeno, grazie ai dati più recenti e alle proiezioni future, serve per affrontare prontamente le sfide future, ma anche per sfruttare le opportunità che ne derivano, specialmente a livello urbano e per quanto riguarda i servizi alla persona.

Ma quali sono, in Italia, le città con la maggior parte di persone anziane?

Uno sguardo ai numeri nazionali: la quota crescente di Over 65

Al 1° gennaio 2025, i dati indicano che ben il 24,7% della popolazione residente in Italia ha un’età pari o superiore ai 65 anni.

Questa cifra è superiore al 2024, quando la percentuale si attestava al 24,3%.

In pratica, quasi un italiano su quattro rientra in questa fascia d’età, un dato che, capite bene, ci fa comprendere quanto sia urgente mettere in campo strategie mirate per gestire al meglio le esigenze di una società sempre più “matura”.

Genova è la capitale degli anziani, Napoli la più giovane

Analizzando la situazione delle varie città italiane, Genova si distingue per la più alta concentrazione di popolazione anziana, con una quota di over 65 che raggiunge il 29,1%.

Questo la porta al primo posto tra i grandi centri urbani italiani per incidenza di anziani.

All’estremo opposto troviamo Napoli, che si conferma come la città metropolitana più giovane, con la percentuale più bassa di residenti anziani, che si attesta intorno al 20%.

Altre città come Cagliari e Messina, insieme a diversi centri del Nord Italia, tendenzialmente sono simili a Genova.

Ma per avere chiaro in mente il quadro della situazione, ecco un’infografica comparativa tra le varie città:

Come andrà in futuro, di quanto aumenteranno gli anziani

Le proiezioni demografiche per i prossimi anni indicano un inevitabile ulteriore aumento della popolazione anziana. Si stima che entro il 2031, Napoli vedrà un incremento degli over 65 del 19,5%, mentre per Roma si prevede un aumento del 17,1%.

Particolarmente elevato è il dato relativo alla zona urbana di Cagliari, dove l’incremento potrebbe oscillare tra il 27,7% e il 30%.

Se non ci sarà una pianificazione attenta e risorse adeguate da parte del Governo, l’Italia rischia di trovarsi impreparata a questa che, più che un’eventualità, è una certezza.

Cos’è l’indice di invecchiamento

L’indice di vecchiaia nazionale rapporta il numero di anziani (over 65) ogni 100 giovani (under 15).

Attualmente, questo indice è salito a 200. Questo significa che ci sono 200 anziani ogni 100 giovani. Nel 2022 erano 193 anziani per 100 giovani. La crescita, quindi, anche se leggera è continua e costante.

A livello regionale, la Liguria si conferma come la regione con l’indice di vecchiaia più elevato (277 anziani ogni 100 giovani), con la provincia di Savona che tocca addirittura quota 299.

Al contrario, la Campania risulta essere la regione più “giovane” d’Italia, con un’età media della popolazione di 44,2 anni e la provincia di Caserta che si colloca tra le aree con gli indici di vecchiaia più bassi.

Cos’è l’indice di dipendenza?

L’indice di dipendenza degli anziani misura il rapporto tra la popolazione anziana (65 anni e più) e la popolazione in età lavorativa (15-64 anni).

Si è attestata a livello nazionale al 38,4%. Anche in questo caso, la Liguria presenta il valore più alto (47,9%), mentre la Campania registra il minimo (31,9%).

I piccoli comuni diventano le oasi degli anziani

L’invecchiamento della popolazione è particolarmente accentuato nei piccoli comuni. Nei paesi con meno di 1.000 abitanti, l’età media della popolazione sale a 50,3 anni, e l’indice di vecchiaia raggiunge la cifra impressionante del 313%.

Addirittura, nei comuni con meno di 100 abitanti, si registrano picchi anche più elevati, con popolazioni che sono quasi interamente composti da anziani.

Questa è la realtà dei fatti e non possiamo fare nulla per cambiarla. Ecco perché diventa sempre più importante riuscire a potenziare i servizi di assistenza domiciliare, i presidi sanitari territoriali, le iniziative locali che garantiscono una buona qualità vita alla popolazione anziana, la promozione dell’invecchiamento attivo e della socialità.

Il Governo deve farsi carico di questa sfida e procedere a programmare una visione a lungo termine, affinché la società sia più inclusiva anche con gli anziani.

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